Dio è il nostro tesoro? (L’intimità presenta Cristo) Dobbiamo ovviamente chiederci come stiamo vivendo il nostro rapporto con Dio. Stiamo in comunione con Lui? Lo desideriamo più di ogni altra cosa? E’ il nostro amore? Dalla nostra bocca uscirà ciò che c’è nel nostro cuore, e la dove è il nostro cuore vi è il nostro tesoro. Noi non possiamo condividere qualcosa che non viviamo. La Parola di Dio è vivente, attiva, agisce nelle nostre vite diventando esperienza reale, relazione speciale. Quando andiamo a evangelizzare non andiamo da soli, abbiamo sempre Gesù accanto a noi e Lui vuole essere presentato, vuole che il nostro intero essere sia coinvolto psicologicamente, emotivamente, spiritualmente. Nel presentare Gesù quale nostro amico, padre, signore, fratello, sposo, noi lo glorifichiamo e lasciamo che la sua gloria si manifesti attraverso di noi e illumini coloro con i quali parliamo.

Se Dio non è il mio tesoro perché vivo una stupenda intimità con Lui, non lo sarà nemmeno durante l’evangelizzazione; se Dio non è il mio insegnante nella preghiera non lo sarà nemmeno durante l’evangelizzazione; se Dio non è il mio obiettivo nella preghiera ma il mio bisogno, non lo sara nemmeno durante l’evangelizzazione… preghiamo dunque!

Dimorare per presentare

Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiuolo. Ogni tralcio che in me non dà frutto, lo toglie via; e ogni tralcio che dà frutto, lo pota affinché ne dia di più. Voi siete già puri a causa della parola che vi ho annunciata. Dimorate in me, e io dimorerò in voi. Come il tralcio non può da sé dare frutto se non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimorate in me. Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete fare nulla. (Giov. 15:1-5)

 

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